CANZONI

Caligo”: una bellissima canzone di Gualtiero Finzi e Michele Chiesa, primo premio nell’ottavo concorso delle Canzonette popolari triestine della Direzione del Politeama Rossetti del 1903.

Canta Fiorella Corradini accompagnata da uno scintillante arrangiamento hollywoodiano di Bruno Jurcev

Muleta barcolana” è una canzone di canzone Tullio Sartori musicata da Bruno Sepin presentata al festival della canzone triestina del 1956, dove ha vinto il terzo premio.

E’ stata rielaborata, arrangiata ed eseguita da Bruno Jurcev e cantata da Fiorella Corradini.

Il filmato è stato realizzato da Claudio Sepin.

 

Ave Maria“: una bellissima canzone, un autentico gioiello, risulta essere a tutt’oggi l’unica Ave Maria scritta in dialetto triestino.

E’ stata pubblicata da Publio Carniel nel 1944 ed ha lo sviluppo di una composizione sacra. I toccanti versi in dialetto triestino di Raimondo Cornet sono un mirabile equilibrio di poesia e misticità.

Il pezzo venne dato alle stampe con la dedica ad Argia Balloc Loser ed è stato inserito nel poemetto “Tergeste”.

Qui eseguito nell’arrangiamento di Bruno Jurcev e cantato da Fiorella Corradini.

Un brano del 1929 con i versi in dialetto triestino di Flaminio Cavedali e la aggraziata musica di Ernesto Safred, famoso virtuoso del violino. E’ un canto amoroso che ci riporta all’inizio della primavera, quando il primo albero che fiorisce è il mandorlo: “Mandoler in fior”.

 

La sesta edizione del concorso di canzoni triestine organizzato dalla Lega Nazionale si tenne al Politeama Rossetti l’8 aprile 1954, poi il Politeama venne chiuso e tale rimase fino al generoso intervento di Ugo Irneri nel 1969. I concorsi si spostarono quindi al Cortile delle Milizie, in Castello. Le canzoni quell’anno furono interpretate da cantanti della RAI accompagnati dal coro del Tartini e dall’orchestra diretta dal maestro Pino Vatta.

Lo spettacolo fu arricchito da intermezzi bandistici e da una serie di scenette cui presero parte famosi attori della RAI quali Fiorenzo Fiorentini, Alberto Talegalli, Ruggero Winter, Giorgio Valletta e Liana Darbi. La regia era di Ugo Amodeo.

Il secondo premio venne aggiudicato alla canzone “Vecie strade de Trieste” di Army Caporizzi e Samaya Maizan, che venne cantata da Gianni Ravera (che poi sarebbe diventato il patron del Festival di San Remo). E’ un garbato valzer lento soffuso di malinconia, in una video realizzato da Claudio Sepin, cantato da Fiorella Corradini accompagnata da Bruno Jurcev.

Una canzone molto orecchiabile ed allegra, che mette in luce un piccolo difetto di una certa parte del pubblico che frequenta i teatri cittadini…: qualche volta si va a teatro non solo spinti dal sacro fuoco dell’arte, ma anche per la curiosità di vedere dal vivo gli artisti più noti…

Ed ecco allora, di Augusto Levi e Michele Chiesa, presentata nel 1905 al Concorso del Politeama Rossetti, “El bel tenor”. Registrazione live: canta Fiorella Corradini accompagnata da Bruno Jurcev, con la partecipazione straordinaria di Alessio Colautti.

 

“Maschereta” risale al lontano 1896, parole di Giulio Piazza e musica di Ernesto Luzzatto.

Canta Fiorella Corradini, al piano Bruno Jurcev.

 

La mia galina” è una canzone umoristica di Adolfo Leghissa (1875 – 1957), pubblicata nel 1943 dalle Edizioni Musicali ‘Gong’ di Trieste.
A. Leghissa fu capocoro al Teatro Verdi, giornalista, poeta, compositore, commediografo, artista di varietà, ecc. Scrisse numerosi lavori per Angelo Cecchelin. Notevoli per la notizia sulla vecchia Trieste, i suoi due volumi ‘Trieste che passa’ e ‘Un triestino alla ventura’.”

Canta Fiorella Corradini accompagnata al piano da Bruno Jurcev

 

El tram de opcina“: una canzone popolare famosissima dedicata al nostro sfortunato tram, rielaborata da Bruno Jurcev

De vardar fin in fondo!

Sangue Triestinxe  una vivace poesia de Laura Borghi Mestroni, che descrivi ‘sai ben le carateristiche genetiche dei triestini, musicada  e sonada da Bruno Jurcev, canta Fiorella Corradini

Nei sofferti anni Cinquanta, prima del fatidico 1954, quasi in contemporanea con la famosa “Vola Colomba”, ricoscossero molto successo tre canzoni dedicate a Trieste: parliamo di “Muleta mia” di Lelio Luttazzi, “Te voio ben” di Bidoli e “Trieste mia” di Viezzoli, che formarono all’epoca l’irripetibile trittico di successi a livello nazionale in dialetto triestino.

Vogliamo ora presentarvi appunto “Trieste mia”, è una splendida ballad, una canzone assai nota che venne originariamente attribuita ad una misteriosa coppia Cicero – Viezzoli; poi si scoprì che i versi erano effettivamente del triestino Guido Viezzoli, mentre sotto lo pseudonimo Cicero si nascondeva Carlo Alberto Rossi, l’autore di successi quali “E se domani”, “Nun è peccato”, “Le mille bolle blu”. Egli scrisse questa canzone nell’anno 1949 per Luciano Tajoli.

Questa bellissima e nostalgica canzone fu poi resa famosa in tutto il mondo dalla voce inconfondibile di Ferruccio Merk Ricordi (“el nostro mulo Ferruccio”) in arte Teddy Reno.

“Trieste zità de contrasti” è stata composta nel 2010 per il Festival della Canzone Triestina: i versi di Graziella Semacchi Gliubich sono stati musicati da Bruno Jurcev. Ne è uscita una romantica ballad, cantata da Fiorella Corradini, arrangiamento ed esecuzione di Bruno Jurcev.

El tran eletrico” xe una canzoneta composta da Ettore Romanini su versi de Augusto Levi, che celebra el primo tran eletrico  a Trieste, che sostituiva el vecio tran a cavaii.   Primo premio al Concorso delle canzonette del 1901. Canta Paolo Venier, al piano Bruno Jurcev. Registrado  dal vivo.